Scegliere

Che ci piaccia o no, in quanto esseri umani abbiamo la facoltà di scegliere. Quanto sono libere le nostre scelte ? Su questa domanda sono stati versati fiumi di inchiostro, condotte ricerche, costruiti esperimenti e modelli interpretativi, e la scienza (materialistica) non ha raggiunto alcuna certezza. C'è quindi oggi chi ritiene che il libero arbitrio sia una illusione che il nostro cervello produce nella nostra coscienza, e chi la pensa diversamente.

Noi crediamo che scegliere per l'uomo sia possibile, e che agli uomini (e quindi anche alle organizzazioni in cui essi collaborano) sia data la possibilità di compiere atti liberi. Crediamo che il mondo abbia un tremendo bisogno di questi atti liberi, creativi e pieni di amante intelligenza. Se ci guardiamo intorno vediamo con piacere che, anche 'grazie alla "crisi"', se ne stanno producendo sempre di più. 

Questo non significa che compierli sia semplice. Occorre infatti penetrare fino in fondo nella comprensione della realtà vivente delle persone, dei gruppi e della società in cui esse interagiscono, con le loro dinamiche economiche, giuridico-politiche e culturali-spirituali . Occorre il coraggio di avventurarsi oltre la natura meramente statistica delle conoscenze che provengono dalle usuali scienze sociali, alla ricerca di una maggior chiarezza e definizione su tutte le dinamiche e le forze in gioco nelle specifiche situazioni umane.

La scienza materialistica non dà alcuna risposta a molte delle domande che l'essere umano si pone.

Il nostro cammino di ricerca ci ha quindi portati a integrare gradualmente la concezione materialistica della realtà con una visione più allargata. Siamo ora convinti che, in aggiunta alla dimensione materiale, nella realtà sempre presente quella spirituale. Al suo interno esistono relazioni e forze che , senza mai contraddire le leggi della scienza materialistica, intervengono nei processi materiali e determinano gli eventi per la parte che la scienza materialistica attribuisce al 'caso'.

In particolare, i processi causali sul piano spirituale si pongono rispetto al tempo in modo contrario a quelli materiali: se per questi non v'è dubbio che la causa preceda l'effetto, per quelli accade il contrario.

La realtà odierna si caratterizza per la sua  'complessità' e 'incertezza', e sta rendendo sempre meno efficaci le strumentazioni concettuali usate fino a poco tempo fa per rapportarsi al futuro. Noi riteniamo che sia davvero giunto il momento di accettare fino in fondo l'ipotesi di lavoro che 'lo spirito esiste' e iniziare con pazienza e umiltà a cercare di capirci qualcosa, adottando lo stesso atteggiamento di rigore e onestà intellettuale che ha reso grande (e straordinariamente utile all'uomo) la scienza materialistica. Da qui l'espressione 'Scienza dello Spirito', già usata da alcuni ricercatori.

Questa volta, invece di usare telescopi e microscopi, dobbiamo affinare strumenti per guardare e agire dentro di noi.

Alcuni di questi strumenti sono già disponibili e permettono di intraprendere in azienda dei concreti processi che fanno entrare in gioco nella persona e nell'organizzazione le forze evolutive più potenti e profonde. Le forze necessarie per fare emergere un futuro desiderabile.